martedì 5 febbraio 2013

CAMERA DI FERMENTAZIONE - PRIMA PARTE


Finalmente dopo 54 giorni di attesa (credo di aver stabilito un record) è arrivato il termostato stc 1000. Non ho perso tempo e l'ho installato seguendo queste istruzioni  ed ecco il risultato. Sono Soddisfatto di questo lavoretto, nulla di complicato, ma di solito anche questi piccoli lavori mi riescono delle porcherie

A giorni dovrebbe arrivarmi anche un frigorifero usato e potrò finalmente avere una camera di fermentazione seria, con la possibilità di fare birre ad alta, a bassa e lagherizzare 365 giorni all'anno.

mercoledì 30 gennaio 2013

ABBANDONO COLTIVAZIONE DEL LUPPOLO


L'esperimento coltivazione domestica del luppolo è iniziato 2 anni fa, con 4 rizomi comprati da un altro coltivatore, due di cascade e due di fuggle. Poche settimane dopo mi sono procurato anche una piantina di saaz e una di magnum. Il primo anno ho raccolto circa 30 g di fuggle, 200 di cascade (peso dopo essiccazione) e dieci coni di magnum, il saaz è cresciuto male e ma metà luglio il tralcio più lungo arrivava a 1 metro. Ho deciso di non utilizzare questo raccolto perché ho letto che il primo anno la pianta non da i risultati sperati in termini di aroma e sto facendo “invecchiare” i coni per ottenere dei suraneé da usare in futuro.
Il secondo anno non è andata molto meglio. A maggio il mal tempo mi ha mutilato il fuggle e io ho deciso di lasciar perdere il saaz dato che non aveva ancora raggiunto i 20 cm, in compenso il cascade cresceva a dismisura. Verso fine agosto (o inizio settembre, non ricordo) ho raccolto ancora dieci coni di magnum e più di 350 g di cascade che non vedevo l'ora di usare.
Ieri ho stappato una bottiglia di cascade APA per controllare la carbonatazione e son rimasto estremamente deluso dal mio luppolo. Aroma scarso e completamente diverso da quello che mi aspettavo. Zero agrumato, al suo posto un triste e scarso aroma fruttato difficile da definire e un po' di erbaceo. Sapore non pervenuto.
Alla luce di questo test e degli scarsissimi raccolti ho deciso di abbandonare la coltivazione.
Non so quali siano le cause del mio fallimento. Forse il mio pollice non è verde come credevo...
Ho raccolto i coni quando hanno cominciato ad aprirsi e a cambiare consistenza diventando un po' più asciutti dopodiché sono stati fatti essiccare in solaio per pochi giorni e subito impacchettati sottovuoto e messi in congelatore a -18°.
Questa è la mia esperienza con questo ramo dell'homebrewing, non voglio scoraggiare nessuno a provarci, ma a prescindere dal mio (pessimo) risultato credo che il gioco non valga la candela. La coltivazione infatti richiede parecchio impegno e tempo soprattutto nei giorni del raccolto che vengono ripagati solo con la soddisfazione di aver coltivato il proprio luppolo, troppo poco per me.

venerdì 18 gennaio 2013

CASCADE APA


Dopo tanto tempo torno a brassare e, viste anche le novità de testare, torno ai fornelli con qualcosa di semplice: una APA.
La ricetta è una modifica della chinook apa fatta in AG , avrei voluto rifarla con questo fantastico luppolo ma non potevo non provare il cascade autoprodotto del 2012.

RICETTA:
Litri finali 15; OG 1051 ; IBU 33; EBC 22
Malti:
1900 g estratto secco
200 g cara 120

Luppoli:
12 g chinook, 13% AA, 60 min;
12 g cascade, 5% AA, 20 min;
12 g cascade, 5% AA ,10 min;
40 g cascade, 5% AA, dry hopping.

Altro
1,7 g nutrienti per lievito

Lievito:
safale US-05.

Chiaramente non conosco gli AA del mio cascade quindi le IBU finali sono molto molto empiriche. Nel Fermentatore sono finiti circa 16 litri con OG 1048.
Ho deciso di semplificare il processo il più possibile e per questo motivo non ho effettuato il whirpool; dopo un rapido raffreddamento con serpentina ad immersione ho travasato tutto nel fermentatore splashando il più possibile e ho ossigenato con paletta e olio di gomito per 10 minuti buoni.
La fermentazione è stata molto rapida e in 4 giorni avevo già raggiunto la FG. Dopo un primo spurgo ho effettuato una winterizzazione un po' spinta a circa 5-7° C e inserito il luppolo per il dry hopping. Ho spurgato altre 3 volte a distanza di 48 ore l'una dall'altra per un totale di 2 litri di birra, molto meno di quello che pensavo.
Dopo 7 giorni di dry hopping ho imbottigliato con 6 g/l di zucchero e ora sta rifermentando.

Devo dire che il fermentatore troncoconico mi ha semplificato parecchio la vita (sono molto pigro quando si parla di travasi....) però la birra è finita in bottiglia più torbida del previsto e non so se è un problema di proteine o di lievito. Comunque sia ho deciso che dalla prossima cotta userò l'irish moss.
Altra cosa che ho deciso di cambiare sono le hop bags, d'ora in poi luppolo libero e filtrazione veloce con colino durante il travaso.

L' attenuazione raggiunta è stata più alta del previsto: 80%. Essendo la prima cotta con questo estratto prevedere l'AA era impossibile, però mi sarei aspettato almeno 5 punti in meno.


domenica 13 gennaio 2013

IDROMELE


Come tanti homebrewers anche io ho deciso di provare a fare l'idromele, spinto dalla curiosità di provarlo e dal fascino di questa bevanda. Le sue origini, infatti, sono antichissime (le prime prove della produzione di idromele risalgono al 7000 AC) ed è praticamente diffusa in tutte le civiltàantiche con numerose varianti.
A questo link si può trovare una breve ma interessante guida che spiega come procedere passo passo per fare l'idromele in casa.

Per la mia versione ho utilizzato 1800 g di miele (50% acacia e 50% arancio) sciolti in poca acqua e pastorizzati a 70-75° per 15 minuti, ho raffreddato aggiungendo altra acqua, travasato in una damigiana di vetro e portato a volume fino a 5,5 litri. Ho ossigenato per 10 minuti e inoculato 7g di lievito per vino (fermenta fino a 16% alcol).
Con una OG di 1094 spero di ottenere un idromele secco con circa 15% alcol.
Rispetto alla birra i tempi sono lunghissimi, si parla di mesi, quindi seguiranno aggiornamenti.

martedì 25 dicembre 2012

Un nuovo inizio

Torno a scrivere qui dopo più di un anno e mezzo dall'ultimo post e da più di un anno dalla mia ultima cotta . Purtroppo la cronica mancanza di tempo mi ha costretto e tenere in soffitta pentole e fermentatori ma ho deciso di ricominciare tutto da capo o quasi, infatti ripartirò con l'E+G.
Sono passato da studente universiatario che vive coi genitori a lavoratore che convive, quindi se prima avevo pochi soldi ma tanto tempo e spazio ora sono nelle condizioni opposte e iniziare con l'E+G sarà utile per riprendere confidenza con l'attività brassicola senza le difficoltà del mash.
In queste prime cotte dovrò anche sperimentare la nuova attrezzatura: fermentatore troncoconico e camera di fermentazione. L'impianto sarà composto da un fornellone, una pentola e una serpentina in rame ed è pensato per cotte da 15 litri.
Le ricette e le idee sono tante, dalla birra all'idromele, passando per sidro e fermentazioni spontanee, quindi cercherò di aggiornare il blog più spesso possibile.
Stay tuned.

mercoledì 13 aprile 2011

TOSTATURA CASALINGA DEL MALTO



Era un po’ che pensavo a questo esperimento  ispirato  principalmente dall’articolo di Max 
 Faraggi sul suo sito e dalle esperienze di altri homebrewer trovate in rete. L’obbiettivo era una brown porter simile a quella di Max ma con una diversa luppolatura (scelta in base ai luppoli che già avevo in freezer) utilizzando il 12% di malto brown ottenuto tramite tostatura casalinga.
Ho seguito i passaggi descritti nell’articolo optando per dei tempi intermedi (25 min a 100°C, 35 min a 180°C) e il risultato è quello che vedete in foto. Sono partito da 720 g di pale belga e ho ottenuto 650 g con una perdita  di quasi il 10% (non m’aspettavo perdite così alte); inoltre devo dire che la tostatura ha sprigionato un bel po’ di fumo e un odore orribile. Una volta raffreddato il malto aveva un bel colore e un profumo che mi ricordava molto il cioccolato.

Ricetta per 25 litri
OG 1053; IBU 33; EBC 55
Malti:
Malto pale 76%
Crystal 105 L 10%
Brown 12%
Choocolate 2%
Luppoli:
Target 11% AA 22 g 60 min
E.K.golding 5%a 22g 15 min
Lievito secco S-04

In questo momento  è in fermentazione, appena sarà pronta posterò il resoconto della degustazione.

martedì 15 febbraio 2011

DEGUSTAZIONE: CHINOOK APA


RICETTA:
Litri finali 25; IBU 30,5; EBC 24
Malti:
5400 g pale, 1,038;
250 g crystal 105L, 1,033;
50 g roasted barley, 1,028;
Luppoli:
15 g chinook, 11% AA, 60 min;
10 g chinook, 11% AA, 20 min;
10 g chinook, 11% AA ,10 min;
10 g chinook, 11% AA, dry hopping.
Lievito: safale US-05.
Il colore è ambrato con riflessi arancio e abbastanza torbido (l’ US-05 è poco flocculante); la schiuma è non troppo abbondante a causa della bassa carbonazione ma molto molto persistente (decisamente troppo per una APA ma la cosa non mi dispiace), color crema pallido. Al naso l’odore di luppolo è evidente: bucce di limone e resina, lievi note erbacee e di ginepro dopodiché si sente l’odore di caramello dato dal malto crystal. In bocca è molto watery , poco frizzante e amara; una lieve acidità, unita all’amaro ricorda ancora le bucce di limone e rende la birra dissetante. Il finale è dominato dal resinoso del luppolo.

Questa è stata la mia prima cotta AG, brassata in un caldissimo pomeriggio di luglio. Dopo più di sei mesi l’aroma di luppolo inizia a venire meno ma, tutto sommato, resta la cotta che mi ha soddisfatto di più nella mia carriera di homebrewer. Per essere la prima AG non ci sono stati grossi problemi ma, a causa di un errore di lettura del termometro, il mash è stato fatto a 60° C e la birra risulta molto watery. Sembra più una bitter che una APA. Anche l’efficienza è stata bassa ma cambiando tecnica di sparge ho risolto il problema.

Il chinook secondo me ha un aroma fantastico ( poco aggrumato, resinoso e lievemente speziato) e me ne sono innamorato. Essendo la prima cotta avevo paura di esagerare ma quando la rifarò aumenterò lievemente l’amaro e raddoppierò l’ultima gittata e il dry hopping.